giovedì 26 aprile 2007

Brevi ricordi di un giorno insieme alla mia anima



Mentre si scopre il cielo si delinea chiaramente in me il margine che mi separa da quell’assoluto immenso in cui, per attimi fugaci e interminabili, ho pensato di congiungermi.
E’ spaventoso, è travolgente la forza che ha in sé e la violenza con la quale mi spinge indietro, ordinandomi di rimanere entro i confini concessi.
- Non mi basta – replico io – ho bisogno di oltrepassarti, solo una volta, solo un istante, per sentire fortemente, con tanta passione da staccarmi dal mio io, sfiorare il nulla, o il tutto, per poi ritrovarmi in lui più soave.-
Di colpo la forza si oppone, indignata per l’affronto ed io corro senza corsa, ho occhi senza vedere e fuggo via.
Di nuovo sono dall’altra parte, appassita, bramosa di quell’acqua in cui so che potrei annegare. Tendo la mano ma tutto si fa evanescente, diventa aria che penetra la mia pelle, la inebria del suo profumo e poi si dilegua lentamente, inesorabile.
- Ora il cielo è limpido, c’è troppa luce –mi dice Lei – potresti vedere cose che ignori e saresti sconvolta dal susseguirsi interminabile e incomprensibile degli eventi - e mi impedisce di andare.

Ascolto. La natura freme al passare del vento, gli alberi si inchinano costretti da lui che si insinua tra le foglie, sussurrando le storie dei suoi viaggi, portando notizie ormai dimenticate.

Respiro. Sempre più profondamente. La luce della mia lampada si fa fioca, il cielo sembra oscurarsi di nuovo; lo intravedo appena quel margine ed ora non sento nessuna forza avversa…proverò a passare.
Come è freddo questo giorno, grigio di colore e povero di odori e allora la mente si spinge oltre e inventa tonalità ai fiori che emanano calore, ma sono così incerti i confini coi quali delineamo figure a noi note per non farle fuggire, per non perderne l’odore.

Aspetto. Aspetto che l’ombra si avvicini e fremo, impaziente intreccio pensieri, tendo le corde di questo sentire…e le vibrazioni si fanno più intense…- chi c’è sopra quella sedia? Non vedo, ma posso percepire le sue emozioni. Piange per la primavera, che fuggì di nascosto con i suoi fiori e lo lasciò solo senza lacrime che lo rinfrescassero nel torrido bruciare dell’estate.
Freddo è il culmine della giornata, il sole oggi è troppo lento, non sostiene la nostra corsa e allora si fa fioco il suo raggio e il cielo si copre e si scopre, lentamente. La natura si agita perché la luce la coglie di sorpresa e lei non fa in tempo a coprire i suoi segreti, il suo pudore è violato... ma è un'illusione, è solo un leggero sfiorarsi.

Osservo. I miei occhi sono stanchi e di tanto in tanto si socchiudono.
Cambia colore questo cielo, spie di luce da luoghi remoti, impossibili per noi, sostengono l’imbrunire.

Sospiri. Sono i soli rumori che riesco a sentire. Tutto dorme, ma io sono ancora sveglia. Io e la mia anima viaggiamo attraverso attimi fugaci ed interminabili, cercando di oltrepassare il margine e di congiungerci con l’assoluto immenso che ci sfiora ogni giorno, lentamente.
(foto di Alessio Castaldo)

3 commenti:

Anonimo ha detto...

osservazione, immaginazione, creazione....
bello.

L.

nick ha detto...

Un bel testo, d'atmosfera e intenso. Il più bello del blog. Potrebbe anche essere più asciutto in alcune parti.
Scrivine di nuovi appena puoi.

Nick

Anonimo ha detto...

Hello. And Bye.