domenica 24 giugno 2007

Publicato su Artevizi il mio articolo


Shakespeare e Cervantes: History of Cardenio
Nella letteratura, così come in ogni espressione artistica, accade spesso che menti geniali siano ignorate o le loro opere dimenticate in remoti angoli del ricordo e della fantasia.
Qualcosa di simile è avvenuto per un’opera di uno dei più grandi scrittori della tradizione letteraria mondiale: William Shakespeare (1564-1616), massimo esponente del teatro elisabettiano, nel suo momento di maggior splendore artistico e popolare.
Un ritrovamento eccezionale della “Royal Shakespeare Company”: un dramma scritto dal “Bardo” nel 1612, con la collaborazione di John Fletcher, intitolato Storia di Cardenio e ispirato ad un personaggio del Don Chisciotte, opera maggiore del grande scrittore spagnolo Miguel de Cervantes (1547-1616).
Il ritrovamento, dopo più di quattrocento anni di oblio, ha del sorprendente e una punta di scetticismo tra gli esperti mette in dubbio la reale autenticità del manoscritto.
Certo è che l’opera sia esistita veramente.
Secondo le fonti, nello “Stationer Register”, in cui venivano depositati i titoli delle opere dei drammaturghi inglesi dell’epoca, compare appunto The History of Cardenio, firmato Shakespeare e Fletcher.
Plausibile anche l’ispirazione al capolavoro spagnolo, data la molteplicità di fonti cui Shakespeare attingeva per le sue opere.
I due scrittori furono, inoltre, contemporanei ed il Chisciotte arrivò in Inghilterra, tradotto da John Shelton, nel 1612, sette anni dopo la pubblicazione del primo volume in Spagna.
Si suppone che il dramma sia stato rappresentato almeno due volte al Globe Theatre di Londra, nel 1613.
Nello stesso anno, un incendio distrugge completamente il teatro. Vanno così perduti molti manoscritti originali del “Bardo” e anche del “Cardenio” si perde ogni traccia.
Non è strano che, all’epoca, opere di alta magnificenza siano andate perdute, se si pensa anche alla scarsa considerazione delle stesse al di fuori delle rappresentazioni sceniche.
Ai testi teatrali, infatti, non era riconosciuta dignità letteraria: importanza e pubblicazione erano legate al successo sulla scena.
Il recupero alla storia letteraria delle opere di Shakespeare, si deve ai suoi colleghi Heminges e Condell che, nel 1623, curarono l’edizione del First Folio, antologia che raccoglie trentasei scritti originali.
Nella raccolta, il “Cardenio” non viene citato, ma nel 1728 tracce della sua esistenza vengono di nuovo alla luce: il drammaturgo Lewis Theobald pubblica Double Falshood, definendolo un adattamento del “Cardenio” di Shakespeare.
Dopo mesi di ricerche, il direttore della Royal Shakespeare Company, Gragory Doran, ha affermato che le prove dell’autenticità del manoscritto sono pressoché sicure.
Confrontandolo con la prima edizione inglese del “Chisciotte”, sono stati riscontrati monologhi quasi identici, una caratteristica ricorrente dell’opera Shakespeariana, che spesso riporta letteralmente i dialoghi delle fonti.
Un mistero affascinante, per la cui soluzione, gli appassionati dovranno aspettare il 2009, data prevista per la nuova messa in scena, a Londra, della Storia di Cardenio, in una produzione ispano-britannica.
Omaggio dunque a due grandi della letteratura, che rivivono in un comune sogno, così come il mondo onirico e le sue allucinazioni furono parte integrante dei loro capolavori.


5 commenti:

soffiodimaggio.splinder.com ha detto...

Sorprendente. Mi piacerebbe leggere quest'opera...

Bruno ha detto...

Non sapevo di questo "inedito" di Shakespeare, e anch'io sarei curioso di leggerlo.

Bello il blog, molto interessante come tematiche.

emily forlini ha detto...

bruno: vero! e sarebbe bello anche essere a londra per la rappresentazione...2009!!!!!!
grazie di essere passato.

Anonimo ha detto...

... bello, anche se gli articoli si pubblicano, non publicano. Da uno persona che scrive qualcosa, pretenderei almeno il minimo sindacale, almeno quello che la licenza media inferiore conferisce.
Grazie

Anonimo ha detto...

imparato molto