giovedì 5 luglio 2007

Formica

“Sono stata io a mandarlo via…”
Pensò Formica, mentre camminava insicura sul bordo della scogliera.
“Sono stata io a chiudere la porta…sono io che ho raccolto tutta l’ostinazione che lui mi ha insegnato, e l’ho usata per sigillare l’entrata e lasciarlo fuori.
Questi erano i pensieri di Formica, mentre testava il suo equilibrio ancora precario.
Attenta a non perdere il controllo, quando gli occhi si riempivano di lacrime, offuscando il sottile bordo che l’aiutava a non cadere.
“Stai scappando Formica?”
“No, sto solo andando via”.
“Perché? Non sembri contenta”.
“Puoi dirlo come si deve…sono triste, ma la tristezza fa parte del mio cammino. Io ho solo fatto quello che era necessario”.
Formica pensò un attimo alle sue parole, si fermò e guardò verso est. Vide il mare, nel suo momento di fredda compostezza, nel suo silenzio riverente verso un tramonto che, ancora una volta, non portava nessuna novità.
Si chiese se fosse la cosa giusta da fare.
“A cosa pensi Formica?”
“Credi che io abbia sbagliato?”
“Non posso saperlo. Lui sta male?”
“No”
“Come lo sai?”
“Lo so, certe cose si capiscono”
“Formica…tu sei un po’ testarda, lo sai? Hai guardato bene per vedere se ci fosse qualcuno che ti seguiva?”
“Credimi, non è mai dietro di me, né davanti. Se ne sta nella sua tana e non fa nulla. Mi sembra chiaro”
“Non tutto è bianco o nero”
“Mi ha detto una cosa…è per quello che sono andata via”
“Cosa?”
“Ha detto -jhklòikgb jklig jòoiugk jywlhlogj iliyewg-”
“Ha detto così?”
“Con parole diverse ma il significato era quello”
Iniziava a fare freddo, ma Formica non aveva voglia di tornare a casa. La sua rabbia bruciava tanto che l’avrebbe scaldata per tutto il percorso.
Continuò a camminare lasciandosi dietro piccole ed esili impronte che formavano una linea indecisa e irregolare.
Ogni tanto si fermava a guardare l’acqua che, con l’alzarsi della marea, iniziava un lento ondulare verso la costa.
Formica ripensava spesso alle parole.
Ogni volta che la nostalgia sembrava prendersi gioco di lei, faceva appello al doloroso ricordo e con un po’ di buona volontà, qualcosa nel suo cervello faceva scattare un meccanismo di protezione.
“Che farai Formica?”
“Non so. Credo che per un po’ mi fermerò altrove”
“E se ti senti sola? Cosa farai lontano da tutti?”
“Costruirò una tana profondissima. Mi ci vorrà un bel po’ per ultimarla e quando sarà finita, allora sarò così stanca da poter tornare a casa”
Era arrivata in un punto in cui la roccia, con un’agile evoluzione si srotolava verso il basso fino a distendersi, in modo rude, su un piccolo angolo di spiaggia.
Formica pensò di scendere. Voleva bagnarsi le zampette nell’acqua salata.
“Sai perché vengo sempre a camminare nell’acqua, quando sono triste?”
“No Formica, non me l’hai mai detto”
“Il sale disinfetta le ferite. Brucia tantissimo, quando viene a contatto col sangue. Così ti dimentichi del dolore che sentivi prima”
“Hai mai provato?”
“No. Io non provo dolore”
“Neanche un po’?”
“Io provo compassione, ma il dolore non so che sia”
“Sei fortunato”
“Tu credi? Formica, vorresti…spiegarmi…cos’è il dolore?”
“Beh…non è semplice così…dirlo a parole intendo. Forse potrei dire…che nella maggior parte dei casi il dolore è legato all’amore”
“Allora l’amore è una cosa terribile!”
“Bellissimo e terribile…sì. Complicato.”
“Non capisco Formica. Provi anche dolore fisico quando soffri per amore?”
“Sì. Lo senti qui, tra lo stomaco e il cuore. Lunghe e profonde fitte. L’aria si rifiuta di entrare nei polmoni. Il corpo si piega in due e devi dondolare…”
“Devi dondolare?!”
“Sì…non so perché…ma spesso succede così. Il tuo corpo si piega come se perdesse la posizione originaria e tende a chiudersi su se stesso. Inizi a sentire il bisogno di dondolare…come se il tuo Io cercasse di calmarti… cullandoti”
“L’acqua invece? Quand’è che inizia a scendere giù dagli occhi?”
“Le lacrime…sì. Spengono il fuoco che ti brucia l’anima. Sono salate. Lo sapevi?”
“No. Io non ho mai pianto. Salate come il mare?”
“Più o meno”
“Ecco perché il mare ti consola Formica! Una sconfinata distesa di lacrime. Può spegnere il dolore di ognuno di noi”
Formica restò in silenzio, ripetendo dentro di sé quelle parole. Non aveva mai pensato che il mare potesse essere fatto di lacrime. Eppure lei stessa ne aveva versate molte seduta su quella riva. Rannicchiata in quel angolino di spiaggia. Con la testa nascosta tra le ginocchia piegate.
A volte, dondolando un po’.
Andò a sedersi vicino all’acqua. Le onde erano gentili quella sera. Si accontentavano di accarezzare la sabbia, per poi tornare indietro perdendosi nelle profondità dei sottili granelli bianchi.
Formica si avvicinò fino a bagnarsi un po’. L’acqua era fredda. Sentì un brivido salire velocemente dentro di sé e si sentì come il mare.
Sentì le sue lacrime che si ricongiungevano con l’immensa distesa di pianto.
“Formica, non ti mancherà il mare?”
“Tornerò sempre qui”
“Lo senti ancora?”
“Cosa?”
“Il dolore…ora che sei in acqua…lo senti ancora?”
“Sì, ma fa meno male”
“Cosa fai?”
“Inizio a scavare”
“Qui?”
“Sì. Qui posso scavare la mia tana. Così non dovrò allontanarmi dal mare.
Posso farla profonda e la scogliera la proteggerà dal vento. Quando sarò stanca mi siederò sulla riva per guardare verso est. Se mi ferirò scavando, potrò curarmi con l’acqua salata.
Quando sarò triste mi farò consolare dalle onde. Poi, quando avrò terminato, non sentirò più dolore. Sentirò freddo e tornerò a casa”
“Addio Formica”
“Te ne vai?”
“Sì”
“Non ti stanchi mai di girare e parlare con tutti?”
“Si. Sono sempre stanco…forse…è per questo che non provo dolore. Io vedo le lacrime e il mare che le ruba agli occhi, per alimentare la sua immensa distesa di acqua salata. Giusto?”
Formica sorrise e pensò che fosse giusto.
Si fermò un attimo per contemplare gli ultimi languidi rossori del tramonto e la pacata serenità del mare che diventava un mantello scuro appena ondulato, poi, iniziò a scavare.

10 commenti:

il Menestrello ha detto...

grazie Emily... io aspetterò il tuo ritorno. E magari cercherò di conoscerti meglio...
A presto ;-)

soffiodimaggio.splinder.com ha detto...

Bellissimo racconto! Complimenti! :))

Volalontano ha detto...

ciao emily si tutto bene qui ;-) e tu come stai?

Ga ha detto...

bello bello!!
infonde belle sensazioni nonostante la tristezza che racchiude.

emily forlini ha detto...

Volalontano: tutto bene, grazie! ben tornato.

emily forlini ha detto...

Ga: grazie! ;)

Nevio ha detto...

Bello! Mi è piaciuto...
:-)

[nm]

EllySunset ha detto...

Ciao! sono EllySunset, ti ho letta parecchie volte sul blog del Matto e di quel uccellaccio pio pio... Ma ha per caso gli ormoni in subbuglio?? O.o
Comunque.. mi piace molto il tuo blog! :) Un bacio e una lieta notte.

emily forlini ha detto...

Ciao Elly!!!Grazie di essere passata!! Povero Piopio è impazzito!!! Torna a trovarmi quando vuoi!

EllySunset ha detto...

Ciao bellishima! :D Passo per lasciarti un salutino...
Smack!
Akuna Matata! [ho scoperto che significa "ci vediamo" o.o]