lunedì 2 luglio 2007

Una domenica di sole

Mi sveglio tardi e vorrei essere già in spiaggia, ma rimango ancora un po' immersa nei pensieri e immagino come sarà la giornata. Ho voglia di viverla e mi alzo.
Mi infilo il costume lentamente, perchè non deve esserci fredda in questa domenica di sole.
Arrivo in spiaggia; il sole caldissimo mi invita verso est, verso l'acqua e l'orizzonte non definibile.
I ragazzi sono già intenti nella prima fase dei giochi senza frontiere: studiano tattiche, osservano con aria di sfida l'avversario e già pensano a come organizzarsi per il gioco successivo.
Le ragazze sono sulla riva, a cercare sollievo nell'acqua calma del mare.
Parlano e ridono. Qualcuno è tornato dalla città-lavoro per il fine settimana e assapora la delicata carezza dell'ozio. Le ultime ore prima di affrontare di nuovo il viaggio verso nord.
Parlano e ridono, mi salutano da lontano. Sono felici.
La mia prima meta il mare, i saluti e osservo volti che popolano la mia vita. Mi soffermo su qualcuno in particolare e sorrido. Sono serena e cammino verso est.
E' quasi ora di pranzo, abbiamo prenotato per l'1:30 nello chalet accanto alla "nostra" spiaggia, ma i ragazzi stanno facendo i giochi in acqua, dovranno aspettarci ancora un pò.
Il pomeriggio è ancora più lento e rilassato. Siamo tantissimi, siamo sempre tanti e popoliamo la spiaggia con variopinti teli. Siamo intorno agli ombrelloni, siamo in riva a giocare, siamo sul campo da beach. Tutti ridono, la voce di qualcuno risuona per tutta la spiaggia, anche se non si riesce a capire cosa stia dicendo. Uno dei giocatori ha qualcosa da recriminare contro gli avversari, bisticciano e poi si guardano con occhi complici e sinceri di tanti anni di amicizia e ridono. Sono felici.
Il sole si stanca di scaldarci e va a riposarsi dietro il paesino arroccato sulla collina. Parliamo meno, sonnecchiando al fresco vento del tramonto.
Osserviamo l'ultima fase dei giochi. Osserviamo e ridiamo vedendo i ragazzi che si adoperano per costruire la pista di biglie: ci sono curve pericolose, tranelli e ponti insuperabili.
Qualche bimbo osserva estasiato e composto, come un adulto; i ragazzi sono pieni di sabbia e bisticciano tra di loro per la corretta realizzazione dell'opera e sembrano bambini.
Fanno avanti e indietro per portare bottiglie d'acqua salata. Qualcuno arriva con una bottiglia a metà e dice che il mare è finito. Tutti ridono.
Sono quasi le otto e mi avvio verso casa, ma non sono stanca.
Mi aspetta ancora la sera da vivere, magari un giro in centro in bici, una pizza con le amiche ed i campioni dei giochi senza frontiere.
La città è sveglia e si popola di volti sereni che passeggiano distratti, godendosi le ultime ore di riposo, prima che il mondo ricominci a girare.
La notte è fresca e ci fermiamo ancora a chiacchierare.
Sono le 2:00 e arriva Morfeo a dirci che la giornata è finita. E' ora di adagiarsi su un morbido giaciglio e abbandonarsi ai sogni.
Prima di mettermi a letto, sono fuori, in balcone, per guardare un po' la luna piena,. E' grande e luminosa e si vedono gli occhi e la bocca.
Assaporo ancora qualche ricordo della giornata e poi mi lascio vincere dalla notte.

7 commenti:

Rodrigo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

molto intiresno, grazie

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

Perche non:)

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