domenica 5 agosto 2007

II° CAPITOLO

HELLHOUND ON MY TRAIL: IL DIAVOLO NELLA STORIA

I got to keep movin’
I’ve got to keep movin’
blues fallin’ down like hail
blues fallin’ down like hail
And the days keeps on worryin’ me
there’s a hellhound on my trail
hellhound on my trail
hellhound on my trail

R.J., “Hellhound On My Trail”


Chiunque sia il “cerbero”che insegue Robert, sicuramente incarna il pericolo di fronte al quale l’uomo deve fuggire prima possibile, la paura ci avvisa che qualcosa sta per accadere, l’imponderabile di fronte al quale l’unica soluzione è la fuga.
Nell’immaginario comune il pericolo tende spontaneamente ad identificarsi con il Male, e se di Male dobbiamo parlare, il primo riferimento ci porta verso Colui che di questo concetto è stato investito come se ne fosse creatore e signore assoluto: il Diavolo.
In realtà la storia di “questo personaggio” temuto e ammirato con fama altalenante, è un miscuglio di tante tradizioni che, nel tempo, si sono più o meno influenzate a vicenda.
Per capire dove e quando nasce la figura, dobbiamo volgere l’attenzione ai primordi della storia dell’umanità, quando si riteneva che disastri naturali, quali tempeste, siccità, alluvioni ecc…dipendessero dagli Dei, entità dal comportamento bizzarro e imprevedibile da cui dipendono non solo gli eventi negativi, ma anche quelli positivi dell’esistenza.
Sin dagli albori della sua storia, l’uomo ha tentato di fornire dette divinità di connotazioni umane riproducendole in simulacri; furono onorati ed adornati all’interno di templi e luoghi di culto costruiti per garantirsene la benevolenza ed evitarne la collera.

This world of ours is a world of opposites. There is light and shade, there is heat and cold, there is good and evil, there is God and the Devil.
As soon as the thinkers of mankind become aware of the Dualism implied in this interpretation of the world, the tendency is again manifested towards a higher conception, which is a purely monistic view.[1]
La concezione dualistica della natura ha rappresentato una fase imprescindibile nell’evoluzione del pensiero umano.
Le stesse idee riguardo agli spiriti del bene e del male sono rintracciabili nello stadio di evoluzione primordiale di tutti i popoli della Terra.
Ogni società sviluppa, simultaneamente, una tendenza a considerare il “principio di unità” come punto ideale di convergenza di ogni fenomeno della vita, secondo una concezione filosofico-religiosa denominata Monismo; ogni elemento, sia esso immanente che trascendente, si risolve nell’unità di un solo principio.
Di conseguenza, mentre la credenza negli spiriti benigni trova la sua unità nella dottrina religiosa monoteistica, in cui tutto confluisce nel concetto di un Dio supremo creatore del mondo, quella nei demoni porta alla rivendicazione di una originaria divinità del male, che raccoglie in sé ogni elemento negativo, distruttivo e immorale.
Monoteismo e Monodiabolismo hanno, quindi, origine comune nella tendenza monistica dell’evoluzione della razza umana, e generano, a loro volta, il dualismo bene-male che è altrettanto caratteristico del vissuto religioso-sociale di ogni popolo.
La diatriba tra Bene assoluto e Male assoluto, col passare dei secoli, si carica di svariate simbologie derivanti dalle caratteristiche principali delle varie culture, e assume una valenza differente secondo il grado di priorità attribuito ai concetti religiosi.
Il male, dal suo canto, esercita da sempre un fascino particolare, incarnando il punto estremo della trasgressione, del desiderio del proibito e, in generale, di tutto ciò che si situa di là delle convenzioni sociali.

Symbols are not lies; symbols contain truth. Allegories and parables are not falsehoods; they convey information: moreover, they can be understood by those who are not as yet prepared to receive the plain truth. Thus, when in the progress of science religious symbols are recognised and known in their symbolical nature, this knowledge will not destroy religion but will purify it and will cleanse it from mythology.[2]

Benché ogni cultura antica abbia, all’interno del proprio pantheon delle divinità, due Esseri soprannaturali in contrapposizione tra loro, la concezione che più ci interessa, per capire l’origine dell’idea del diavolo propria del cristianesimo, e di conseguenza dell’uomo bianco in quanto giudice del mondo del blues, ha le sue origini nel periodo compreso tra il VI° ed il IV° secolo a.C., quando la Palestina faceva parte dell’impero Persiano.
Risale proprio a tale epoca l’acquisizione, nell’Ebraismo, del concetto dualistico di Bene e Male da cui deriverà la dottrina cristiana con il suo corollario di Inferno, Diavoli e simili.
All’inizio il male fu identificato come la punizione temporanea di una colpa, percorso espiatorio che conduce verso il Bene, poi acquisì una propria indipendenza come “principio” ed una personificazione cui fu dato il nome di Satana.
Divenne così reale da essere quasi tangibile, una minaccia costante e partecipe della quotidianità di ciascuno, acquisendo un significato sempre più profondo proprio in virtù della sua materializzazione.
La storia del concetto del Diavolo interessa la teologia storica in quanto il Demonio stesso è la storia del suo concetto: Dio, gli angeli ed i demoni in realtà non hanno una storia propria poiché non sono raggiungibili e lo storico ne può solo definire il concetto, l’essenza, legandola a quegli aspetti della vita verificabili empiricamente.
L’eredità dei vari periodi storico-religiosi, arricchita da elementi sacri e profani giunge a noi attraverso la Bibbia ed il Vangelo; nell’ultimo, in special modo, la figura di Satana è ampiamente spiegata e utilizzata per i fini morali dell’opera.
Posta in contrasto con quella di Gesù, diviene il miglior mezzo per accrescere la fama del Figlio di Dio e dei suoi seguaci attraverso la metafora bene-privilegio-paradiso contro male-punizione-inferno.
Diviene un pretesto facilmente giustificabile in quanto privo di verifica empirica, simbolo esclusivamente concettuale, per tanto utilizzabile in diversi canali compreso quello politico-sociale.
...
[1] www.sacred-texts.com, The history of Good and Evil as religious ideas, 09/12/2004.
[2] www.sacred-texts.com, The history of Good and Evil as religious ideas, 09/12/2004.
***
Tratto da Dealin' with the devil, cultura e religioni africane nel Blues di E. Forlini

2 commenti:

Vyncent ha detto...

Saluto veloce :)

Nessuna playlist ancora?
Vedo che però il contatore... :p

emily forlini ha detto...

Vynce!!!!
ho provato a mettere la playlist, ma per qualche motivo (?????) non funzionava, quindi l'ho tolta. Devo riprovare :)
grazie per il salutino!!!