giovedì 10 aprile 2008

The Crossroad (da Dealin' with the Devil, Cultura e religioni Africane nel Blues di E. F.)

The Crossroad is a place where two roads cross at or about right angles and is the subject of religious and folkloric belief all around the world.[1]

La pratica di rituali nei crocicchi conta innumerevoli esempi e testimonianze. Tutti i luoghi comuni sono riconducibili ad una serie d’antiche credenze provenienti un po’ da tutto il mondo.
Nell’antica Grecia, statue commemorative del dio Hermes erano poste nei crocicchi; stessa cosa per il Dio romano Mercurio che ne era considerato il guardiano.
In India, il dio Bhairava, antica versione del grande Dio Siva, vegliava sui crocicchi fuori del circondario dei villaggi e proteggeva le anime dei defunti.
Il folklore africano è probabilmente quello più ricco sotto questo punto di vista. Ogni gruppo culturale aveva la propria versione del “Crossroad God”. Legba, Ellegua, Elegbara, Eshu, Exu, Nbumba Nizla, e Pomba Gira sono alcuni dei nomi africani o afroamericani per designare il Dio guardiano che apriva la via verso l’Aldilà, faceva da intermediario tra il mondo dei vivi e quello dei morti e insegnava mestieri.
Quando il Cristianesimo fu imposto alla cultura africana, questi Dei, che non avevano corrispondenza né affinità con il monoteismo o con i santi, furono etichettati come demoni.
Da questa sovrapposizione di idee nacque la leggenda secondo cui si poteva incontrare il Diavolo ai crocicchi.
La considerazione negativa di tali luoghi e delle apparizioni che lì si verificavano, probabilmente deriva anche dall’influenza di certe leggende celtiche, secondo cui i corpi degli atei o dei criminali erano seppelliti fuori delle mura delle città, in corrispondenza di crocicchi, per preservare il terreno consacrato dalla loro influenza negativa.
Il Diavolo del crossroad era la personificazione di questi spiriti maledetti investiti dei nefandi poteri degli Inferi.
Il crocicchio, quindi, diviene metafora costruita su elementi presi a prestito dalle leggende delle culture che s’incontrarono nel continente americano.
Esso è il luogo di confine tra il terreno e l’ultraterreno, ai margini del civilizzato; un posto che in realtà non apparteneva a nessuno, terreno neutrale perfetto per essere trasformato in un altare in cui fare offerte e praticare rituali magici.
In realtà la fama del crossroad era legata proprio alla possibilità di imparare a governare perfettamente una particolare abilità.
Nelle varie descrizioni dei rituali, infatti, si dice necessario portare sul luogo del rito l’oggetto di cui si desidera acquistare la padronanza.

As this ritual is usually described, you bring the item you want to master – your banjo, guitar, fiddle, deck of cards, or dice – and wait at the crossroads on three or nine specified nights or mornings. On your successive visit, you may witness the mysterious appearances of a series of animals. On your last visit, a big black man will arrive. If you are not afraid and do not run away, he will ask to borrow the item you wish to learn. He will show you the proper way to use the item by using it himself. When he returns it to you, you will suddenly have the gift of greatness. [2]

La credenza che i musicisti, a partire da Robert Johnson, stipulassero patti col “diavolo” probabilmente è un’interpretazione inesatta dei rituali praticati (o praticabili) nei crocicchi. Le stesse comunità nere del sud spesso hanno nominato queste entità con tale termine ma, nessuno ha mai parlato di “Satana” con il significato cristiano del termine, o di anime vendute con il significato che nella tradizione europea medievale è esemplificata dalla già citata leggenda di Faust.
Nei casi in cui il “soul selling” viene menzionato, non è comunque previsto un pegno da scontare in antri infuocati di un Inferno dantesco.
La stessa tipologia delle “richieste” e, soprattutto, il loro fine si discosta dai sogni di gloria e di potere caratteristici di personaggi quali Faust o analoghi.
Come si nota nelle testimonianze raccolte da alcuni studiosi, la pratica di tali rituali è generalmente finalizzata ad ottenere un beneficio pratico, utile alla vita quotidiana.
La divinità del crocicchio non è altro che una reminiscenza o quello che resta del politeismo africano, e solo nell’interpretazione dei bianchi può confondersi con “Satana”, eterno avversario del Dio monoteistico delle religioni Cristiana, Ebrea e Islamica. [...]

[1] www.luckymojo.com, the crossroad rituals, 24/11/2003.
[2] www.luckymojo.com, the crossroad rituals, 24/11/2003.

8 commenti:

Baol ha detto...

Beh....primoooooooooooooo

ora mi leggo il post :D

Baol ha detto...

Il blues nasce sempre dagli incroci...anche da quelli della vita ;)

emily forlini ha detto...

**Baol** bravooooooo!!!!! Hai vinto il super premio fedeltà!!!!

..vero, il blues è un raccondo di vita prima di essere un genere musicale.
Hai visto??? Sono tornata più saggia che mai!!!!

Scorpio79 ha detto...

Nulla di quanto tu abbia scritto non era di mia conoscenza: tra le poche cose che ho seriamente studiato durante la mia carriera scolastica le religioni del mondo occupano posizioni di tutto rispetto. Divinità, riti, culto dei morti, il tutto dagli antichi egizi ai giorni nostri, passando soprattutto dai Greci, Romani, Ebrei, son tutte cose su cui mi sono documentato e che ho poi avuto modo di ritrovare in tante storie di vita vissuta da personaggi più o meno noti. Ah, dimenticavo: io sono ateo... Ciao Scorpio79

Mirtilla ha detto...

un post davvero completo ed interessante,e'stato molto piacevole leggerlo

emily forlini ha detto...

**Scorpio** bello, sono aspetti molto interessanti della cultura è vero.
Sono contenta che condividi.

**Mirtilla** grazie cara, mi fa piacere che ti sia piaciuto. :))))

ginoilsalumiere ha detto...

...84esimo!!!

Scorpio79 ha detto...

Ciao Emily tutto ok? Buona settimana Scorpio79