martedì 26 maggio 2009

Mojo


Pubblicato su UT - La Magia (Rivista bimestrale di arte e fatti culturali - anno III, n. I)

***

Un volteggio del pensiero nelle inquiete sfere della fantasia. Un desiderio che diventa realtà ogni volta che ci si dimentica di camminare sull’asfalto. Dove c’è mojo sparisce ogni consistenza, per liquefarsi e ricomporsi al tocco di una bacchetta che è l’estensione dei nostri ricordi, l’inviolabile segreto della nostra mente.
Guardo il mio mojo bag, le pieghe morbide della flanella rossa non lasciano immaginare le forme che nasconde, l’essenza e la materia immobile, ma in silenziosa mutazione. Impercettibile alle ragioni dell’asfalto che si rincorrono frenetiche senza mai fermarsi per osservare gli esili fili verdi che si ostinano tra le fenditure del cemento.
C’è un fiore nel sacchetto di flanella rossa. Piccolo come una goccia di rugiada che nessuno ha visto crescere, ma solo apparire dalla foschia del mattino, blu per non dimenticare e per essere ricordati.
Mojo che mi protegge dalle inquietudini della mente che galleggia con un pugno di terra. Scura e che odora di pioggia di primavera che si congeda con un inchino di velati colori.
Una biglia di vetro. Trasparente per osservare la realtà con occhi liberi e sinceri. Sfera su cui viaggiare verso mondi che non potrò vedere. Occhio che assottiglia e distorce.
Una radice essiccata. Contorta come i rami di un vecchio albero indurito dal sole che aspetta attonito sul ciglio di una strada di periferia. Aspetta immobile e pensa ai suoi fratelli, fieri sulla terra rossa, con le braccia distese in un ampio respiro e i piedi saldi nel cuore dell’origine di tutto. Stringo il mio mojo tra le mani e placo le mie malinconie e celebro le mie felicità.
Mojo che nasconde una conchiglia. Custode delle voci affogate nelle profondità del mare, intrecciate ai coralli e ai granelli di sale, sciolti nella silenziosa confusione delle correnti marine.
Guardo il mio mojo bag e penso alla spiaggia e lei si materializza distesa al sole davanti a me. Sabbia che attutisce il colpo ogni volta che si cade nell’ignoto dell’incoscienza e si attacca alla pelle per profumarla di mare.
Flanella rossa che imita il sole, quel suo tono indefinibile, quando si sveglia e infuoca l’alba dopo la notte orfana di luce.
Un pensiero bianco come la neve che cade di rado e confonde i pensieri tra le chiome delle palme infreddolite, timide allo spettacolo che non ricordano più.
Nel mio mojo sono racchiuse le luci della grande città. Le luci della sera, veloci come i pensieri della gente che cammina sotto i portici, si sfilano in lunghi segmenti di colore, mente i lampioni aspettano immobili disegnando le strade che non dimenticherò.
Mojo di flanella rossa come il fuoco. Morbida come sospiro e accattivante come un desiderio che, a volte, diventa realtà.

5 commenti:

Baol ha detto...

Bentornataaaaaaaaa!!!!!!!

Hey, lo scriviamo un pezzo a 4 mani?

AndreA ha detto...

Wow, bentornata!! :-)))

A presto!! ;-)

Scorpio79 ha detto...

Ma guarda chi ti ricompare dal nulla!!! Ciao Emily, bentornataaaaa!!!!!! :D

Mi fa piacere tornare a leggere qulcosa di nuovo su queste pagine. Ora spero che rimarrai in zona per un bel po'... ;) Ciao Scorpio79

Bruja ha detto...

Innanzi tutto BENTORNATA!!!!
...in fondo nel tuo mojo c'è...una vita...:-)

Baol ha detto...

Ma sei sparita di nuovo? :(